PEC Imprese e Professionisti. Dal 1° Ottobre rischio multe fino a 2.064€

PEC
Autore:

Alessandro Mollicone

Data:

29 Settembre 2020

PEC Imprese e Professionisti. Dal 1° Ottobre rischio multe fino a 2.064€

Dal 1° Ottobre tutte le imprese e le ditte individuali dovranno allinearsi alle nuove normative sul "domicilio digitale" previste dal decreto Semplificazioni (art. 37 Dl 76/2020).
Le imprese dovranno provvedere a regolarizzare la propria situazione e comunicare la propria PEC al Registro delle Imprese mentre per i professionisti il destinatario della comunicazione sarà il proprio ordine di appartenenza

Obbligo di PEC per le Imprese

L'obbligo di PEC, in realtà non è una novità per le imprese, infatti per le società era già previsto a partire dal 2008, obbligo successivamente esteso anche alle imprese individuali dal 2012. Nonostante gli obblighi previsti secondo il Sole24ore ad oggi risultano circa 1,7 mln le imprese non dotate di indirizzo PEC o non in regola.
Con il decreto semplificazioni a cambiare sarà il ruolo della PEC, nuovo domicilio digitale, nel rapporto con la pubblica amministrazione e non solo e le sanzioni previste. Fino alla nuova scadenza del 1° ottobre la sanzione prevista era semplicemente una sospensione temporanea, con il nuovo decreto le imprese inadempienti si troveranno a richiare multe salate.

Domicilio digitale per le aziende

La PEC diventerà, come anticipato "la sede virtuale" dell'azienda e prerequisito necessario per svolgere l’attività di impresa ed essere regolarmente iscritti nel Registro delle imprese delle Camere di commercio. Le nuove imprese avranno l'obbligo di comunicare al Registro delle imprese il proprio “domicilio digitale” al momento dell’iscrizione, in caso contrario l'ufficio del Registro delle imprese sospenderà la pratica in attesa che essa sia integrata con l'informazione richiesta.

Non solo imprese, a rischio sospensione dall’Albo anche 500mila professionisti senza Pec

Al momento la possibilità di avvalersi di un domicilio digitale diverso dalla Pec è soltanto teorica, in attesa della normativa tecnica di attuazione a livello comunitario per tali servizi (che dovranno comunque garantire l’interoperabilità pur in ambito di neutralità tecnologica). I servizi di Pec sono erogati da soggetti accreditati presso l’agenzia per l’Italia digitale.

Sanzioni e procedura d’ufficio

Il mancato rispetto dell'attivazione e comunicazione della PEC prevede una sanzione amministrativa sia per le società (tra un minimo di 206 e un massimo di 2.064 euro) che per le imprese individuali (da un minimo di 30 a un massimo di 1.548 euro). Se il domicilio digitale diventa inattivo il conservatore del registro delle imprese cancella d’ufficio l’indirizzo, previa diffida, procede con l’applicazione della sanzione e dell’assegnazione d’ufficio di un nuovo indirizzo pienamente operativo. In caso di professionisti La mancata ottemperanza alla diffida può portare alla sospensione del relativo albo fino alla comunicazione del domicilio digitale.

Termini per adempiere

Per tutte le tipologie di imprese è previsto un termine con scadenza il 1° ottobre 2020, dopo il quale scattano le sanzioni. La comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria.

Che cosa fare se non si è in regola?

Prima di tutto verifica tramite una visura camerale aggiornata dell’impresa l’iscrizione della PEC al Registro delle Imprese.
In mancanza di una PEC attiva sarà necessaria richiederla ad un gestore autorizzato e comunicarlo al Registro delle Imprese entro il 1° ottobre.

 


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