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Start-up innovativa: la   guida completa

Start-up innovativa: la guida completa

di Alessandro Mollicone

Da diversi anni a questa parte, “start-up” è una delle parole più utilizzate per descrivere le nuove imprese che si affacciano al mercato. Eppure, intorno a questo termine c’è ancora molta confusione.
In questo articolo faremo un po’ di chiarezza descrivendo nel dettaglio cosa sono le start-up innovative, quali requisiti devono avere, i vantaggi legati alla creazione di una start-up e i costi da affrontare.

Cosa sono le start-up innovative

Per parlare di start-up innovative bisogna innanzitutto fare riferimento alla legge n. 221 del 19 dicembre 2012, conversione del “Decreto Crescita” (dl. 179/2012), dove si definisce cos’è la start-up innovativa e quali sono i requisiti necessari per essere considerata tale.

Nello specifico, l’articolo 25 della legge 221 definisce le start-up innovative le società di capitale, di diritto Italiano e le società europee fiscalmente residenti in Italia che hanno come  oggetto principale della propria attività “la produzione, lo sviluppo e la commercializzazione di servizi o prodotti innovativi ad alto tasso di tecnologia”. Possono essere start-up Srl, Srls, Spa, Sapa e le cooperative.

Già l’etimologia del termine “start-up” indica chiaramente l’idea di un’attività nata da poco tempo che ha l’obiettivo di immettere sul mercato un servizio o un prodotto ancora non presente o non sviluppato adeguatamente.

Data una definizione di start-up innovativa, ora bisogna chiarire quali sono i requisiti di una start-up innovativa.

Requisiti delle start-up innovative

La legge 221, di cui abbiamo già parlato, e le normative successive, per esempio la Legge di Bilancio 2017, riportano con estrema chiarezza i requisiti necessari affinché un’impresa venga definita “start-up innovativa”.

In primo luogo, le start-up devono essere o di nuova costituzione, cioè appena nate, o comunque costituite da meno di 5 anni. Le start-up devono avere una sede principale in Italia o negli stati che aderiscono allo Spazio Economico Europeo: in ogni caso, le imprese start-up devono avere almeno una filiale in Italia.

Il valore della produzione annua non deve superare i 5 milioni di euro; inoltre non si devono distribuire utili né averne distribuiti in passato.

Importantissimo, l’oggetto sociale esclusivo o prevalente di una start-up innovativa deve essere “lo sviluppo la produzione e la commercializzazione di prodotti e servizi innovativi dall’alto valore tecnologico”. (la parte tra virgolette in blockquote).
Le start-up non devono essere costituite dopo una scissione o una fusione societaria e nemmeno dopo la cessione di un ramo aziendale.

Una start-up innovativa, inoltre, deve investire in ricerca e sviluppo il 15% del maggior valore tra costo e valore complessivo della produzione aziendale, oppure essere costituita per 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori (i 2/3 restanti da soci o collaboratori laureati), o ancora essere depositaria o licenziataria di un brevetto registrato. In alternativa, la start-up dev’essere titolare dei diritti relativi a un software registrato presso il Registro Pubblico Speciale.

Se si è in possesso di questi requisiti, è possibile iscriversi alla Sezione Speciale del Registro Imprese riservato alle start up innovative.

Vantaggi e agevolazioni fiscali per le start up innovative

Le start up innovative possono godere di alcuni vantaggi e agevolazioni fiscali.

In primis, sono esentate dal pagare l'imposta di bollo e il diritto di segreteria per l'iscrizione nel Registro delle Imprese (va però pagata l’imposta di registro di 200 euro).

Le start-up innovative possono usufruire di una detrazione IRPEF del 19% sulle spese, per un’investimento massimo detraibile di 500mila euro. Il credito d’imposta per l’assunzione di personale qualificato, invece, si è del 35%.

Inoltre i prodotti finanziari, come azioni e quote societarie, assegnati ai dipendenti e agli amministratori non fanno cumulo con il reddito: sono quindi esentasse, ma devono rimanere in mano al lavoratore o all'amministratore.

Dal punto di vista del dell'assunzione dei dipendenti, le start up innovative possono rinnovare un contratto a tempo determinato senza rispettare le pause previste dalla norma (ma alla fine della durata massima il il contratto deve passare da determinato a indeterminato).

E se un investitore (un cosiddetto business angel) decide di investire parte del proprio capitale in una start-up? Ebbene, il business angel ha diritto a una detrazione IRPEF del 40% del capitale investito. La detrazione può arrivare fino al 50% se l’investitore acquisisce l’intero patrimonio della start-up e lo mantiene per almeno tre anni. Le start-up, infine, possono raccogliere fondi tramite crowdfunding.

Registrazione di una Srl innovativa

Come già detto, una start-up innovativa può assumere diverse forme societarie. Tra queste, ci sono la Srl e la Srls. Grazie al decreto ministeriale del 17/02/2016, possibile registrare una Srl innovativa anche online, evitando i costi del notaio (che possono sfiorare i 2mila euro).

Per registrare online la propria start up occorre una Pec, una firma digitale e un proprio profilo utente sul sito del Registro delle Imprese.
Fatto il login, si può decidere se farsi assistere nella procedura dalla Camera di Commercio oppure no.

Quanto costa costituire una SRL innovativa

Prima di vedere i costi, ricordiamo che il capitale di una Srl al momento della sua costituzione può partire da 1 euro soltanto (ma nel caso di una Srls non può superare i 9.999 euro).
Detto questo, per la costituzione di una Srl innovativa si dovranno considerare:

  • diritti camerali (tra i 130 e i 150 euro), assenti nel caso di procedura telematica
  • l’imposta di registro (200 euro)
  • le spese di bollo (una marca da bollo da 16 euro ogni 100 righe o 4 facciate scritte); assenti se si sceglie la procedura online
  • le spese notarili (1000/2000 euro); anche in questo caso, sono assenti se si opta per la registrazione online
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