Procedure concorsuali: quali sono e quando si aprono

Data:

19 Ottobre 2022

Tempo di lettura:

4 min

Procedure concorsuali: quali sono e quando si aprono

Procedure concorsuali: quali sono, a chi si applicano e come verificare se un’impresa è soggetta a procedura fallimentare

Nell’ordinamento giuridico italiano, le procedure concorsuali sono gli strumenti deputati alla gestione del diritto fallimentare. Quando un’impresa commerciale entra in crisi viene assoggettata a queste procedure, che hanno lo scopo primario di amministrare la situazione per limitarne gli effetti negativi sull’azienda e sui diversi portatori d’interesse.

Le procedure concorsuali possono avere lo scopo di conservare l’impresa oppure di liquidarne i beni, e la loro applicazione dipende - oltre che dalla situazione debitoria dell’azienda - dalle dimensioni del soggetto, dall’entità del debito e dalla natura dell’impresa, che può essere considerata di interesse pubblico.

Cosa sono le procedure concorsuali

Le procedure concorsuali sono procedure giudiziali a cui viene sottoposta un’impresa commerciale nel momento in cui - a causa di uno stato di crisi - si è costretti a rivolgersi agli strumenti del diritto fallimentare italiano. 

La legge fallimentare subentra nel momento in cui un’impresa risulta insolvente o vive una condizione di grave crisi economica, ovvero - come si legge all’art. 5 del Regio Decreto n. 267/1942 che disciplina le procedure concorsuali - dà luogo a “inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.

Istituita a firma del re Vittorio Emanuele III, la disciplina delle procedure concorsuali è stata interessata a partire dal 2001 da importanti modifiche, che ne hanno profondamente ristrutturato l’impianto normativo. 

Se inizialmente la priorità del legislatore era esplicitamente quella di tutelare i creditori dell’impresa insolvente, nell’ordinamento attuale viene riconosciuta un’importanza fondamentale al mantenimento dell’impresa in vista di una sua ricollocazione sul mercato - che possa offrire ai creditori una garanzia patrimoniale più solida. 

Ad oggi, esistono diversi tipi di procedure concorsuali, che vanno dalla dichiarazione di fallimento fino all’amministrazione straordinaria dell’azienda, che coinvolge direttamente il Ministero per le Attività Produttive.

L’elenco delle procedure concorsuali

Le differenze tra le diverse procedure concorsuali dipendono in primo luogo dalle dimensioni e dalla natura dell’azienda in crisi, ma anche dagli scopi che ci si prefigge di ottenere con l’avvio del procedimento. 

Nonostante sia la procedura più nota e temuta, l’istanza di fallimento non è l’unica a disposizione del legislatore. Nel caso di attività economiche d’interesse pubblico come banche e società cooperative, per esempio, lo scopo principale del legislatore è quello di “salvare” l’impresa, facendo prevalere l’interesse generale su quello individuale dei singoli creditori. 

Procedura concorsuale: cos’è il fallimento

La procedura di fallimento viene disposta dall’autorità giudiziaria e ha come scopo il soddisfacimento dei creditori di un’impresa insolvente: quando si avvia questa procedura, il Tribunale competente nomina un curatore fallimentare, che deve occuparsi di ripartire il patrimonio dell’imprenditore tra i vari creditori secondo il principio della par condicio creditorum, o parità di trattamento.

Gli interessi dei creditori, in questo caso, sono rappresentati da un apposito comitato, dotato di poteri di vigilanza e autorizzazione durante tutte le fasi del fallimento, dalla dichiarazione di fallimento fino alla cessazione della procedura mediante decreto del Tribunale. 

Quando si parla di fallimento, la procedura viene avviata in seguito alla segnalazione di uno o più creditori, del pubblico ministero oppure dell’imprenditore stesso, che può dichiarare l’insolvenza e avviare la procedura fallimentare ricorrendo al tribunale competente. Spetta quindi al giudice, dopo aver accertato la sussistenza dei requisiti, di procedere con la liquidazione dell’attivo, che viene ripartito tra i creditori. 

La liquidazione coatta amministrativa

La liquidazione coatta amministrativa è la procedura prevista per le imprese che svolgono un’attività di interesse pubblico, come per esempio banche e istituti di credito. Si tratta di una procedura molto simile a quella che si applica in caso di fallimento, ma che a differenza di quella ha natura amministrativa e non giudiziale.

Introdotta nell'ordinamento italiano con la legge n. 5546 del 15 luglio 1888 sostanzialmente per le casse di risparmio, la procedura è oggi estesa alle cooperative, alle società a partecipazione pubblica e ad alcuni enti della pubblica amministrazione.

L’amministrazione straordinaria

L’amministrazione straordinaria è la procedura riservata alle imprese di grandi dimensioni di cui si intende tutelare il patrimonio produttivo, al fine di soddisfare i creditori e mantenere i posti di lavoro, evitando allo stesso tempo eventuali ricadute sull’indotto. 

In questo caso, la procedura ha natura amministrativa e viene gestita dal Ministero delle attività produttive, che può operare in vista di una prosecuzione, di una riattivazione o anche di una riconversione dell’impresa.

Per accedere alla procedura di amministrazione straordinaria, l’impresa insolvente deve avere almeno 200 dipendenti e, secondo quanto disposto dal DLgs n. 270/1999, deve presentare concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico.

H3 Il concordato preventivo

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale di tipo giudiziale che permette all’imprenditore insolvente di formulare un accordo con i creditori in modo da garantire il soddisfacimento, almeno per il 40% del totale, dei crediti. 

Se si viene ammessi alla procedura, cosa che solo un Tribunale può fare, il pagamento dei creditori può avvenire in qualsiasi forma che sia concordata - anche tramite cessione di beni, quote societarie o altri strumenti finanziari.

In seguito all’adozione del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), è stata introdotta la possibilità di concordare un programma di liquidazione in via stragiudiziale. La procedura si chiama accordo di ristrutturazione dei debiti, e può essere omologata in tribunale nel momento in cui viene sottoscritta da creditori che detengano almeno il 60% del debito.

Come verificare se un'azienda è insolvente

Quando un’azienda viene coinvolta in una procedura fallimentare, la cosa viene iscritta all’interno del Registro delle Imprese: nel momento in cui viene annotata dalla Camera di Commercio competente, la pendenza di procedure concorsuali diventa un’informazione pubblica, accessibile a chiunque faccia richiesta di una visura camerale.

All’interno della visura, infatti, viene riportato lo stato d’attività dell’impresa: se l’azienda è inattiva, in liquidazione, in fase di concordato, in fallimento o cessata, tale informazione è visibile già nella visura ordinaria.

Esiste poi un altro documento utile in materia di procedure fallimentari, il certificato di inesistenza di procedure concorsuali, o di vigenza. Si tratta di un certificato che ha valore legale e che viene richiesto in sede di sottoscrizione di mutui o prestiti, ma anche per partecipare alle gare d’appalto e per l’iscrizione nell’elenco dei fornitori.

Procedure concorsuali: cosa sono e come verificarle

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