Come cancellare i protesti in Camera di Commercio

Autore:

Alessandra Caraffa

Data:

18 Marzo 2021

Tempo di lettura:

3 min min

Come cancellare i protesti in Camera di Commercio

Protesti bancari e cambiali: la cancellazione dal registro dei protesti

Il protesto è un atto pubblico che accerta il mancato pagamento di cambiali, assegni o rate di mutui e finanziamenti. Possono incorrere nel procedimento sia i privati sia le aziende, i cui dati vengono pubblicati sul Registro Informatico dei Protesti, gestito dalle Camere di Commercio territorialmente competenti.

Finire nel registro dei cattivi pagatori significa non poter accedere a mutui, prestiti e finanziamenti. Ma soprattutto significa essere considerati - ufficialmente e a livello giuridico - dei soggetti non affidabili, circostanza che può risultare seriamente gravosa per le aziende che dovessero incorrervi. 

È di grande importanza, dunque, non finire tra i cattivi pagatori, e sapere come procedere alla cancellazione dal Registro dei Protesti appena possibile nel caso in cui vi venga pubblicato il nostro nome o quello della nostra azienda. 

Il registro dei protesti: come funziona

Essere iscritti nel registro pubblico dei cattivi pagatori ha conseguenze assai negative, per i privati ma soprattutto per le aziende. Significa infatti veder sfumare ogni possibilità di essere considerati clienti affidabili agli occhi di banche, società finanziarie e partner commerciali, attuali o potenziali. 

Ma quando si diventa protestati? Innanzitutto, si incorre nella sanzione nel momento in cui una banca o un creditore ricorrono alla cosiddetta levata di protesto, ovvero attivano il procedimento giuridico per richiedere il saldo di quanto dovuto presso il proprio domicilio. 

Si può incappare nel protesto cambiale se non si paga una cambiale oppure se si salta la rata di un mutuo o di un finanziamento, nel qual caso la banca può decidere se applicare solo una mora oppure procedere con l’iscrizione al CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria, che gestisce il Sistema di Informazioni Creditizie sui finanziamenti richiesti ed erogati in Italia).

Si parla invece di protesto bancario quando:

  • Si paga con assegno non autorizzato, per esempio con un assegno datato successivamente all’estinzione del conto corrente, oppure  con firma apocrifa o revocata;
  • Si emettono assegni scoperti;
  • Si paga con assegno irregolare, ovverosia con cifra, dati o firma contraffatti o diversi da quelli depositati.

Il creditore, come prima cosa, procede con un richiamo ufficiale in cui si intima il pagamento della rata saltata o dell’assegno scoperto. Se il pagamento non viene regolarizzato, allora si procede con l’iscrizione al Registro dei Protestati, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Quando decade un protesto? Dopo 5 anni dalla pubblicazione presso i registri della Camera di Commercio il contestato viene automaticamente cancellato, anche qualora il debito non venga mai pagato. 

Scompare dunque la pubblicità del protesto, riabilitando in toto il cattivo pagatore - fatta salva la possibilità del creditore di esigere quanto dovuto per via giudiziaria. 

Assegni protestati e cambiali non pagate: la cancellazione dei protesti

Cancellare il proprio nome dai registri della Camera di Commercio è semplice solo in un caso: quello della cancellazione di un protesto cambiale che venga pagata entro 12 mesi dalla data di levata.

Se si salta qualche rata di un finanziamento e si viene iscritti nel bollettino dei protesti, si ha comunque un anno di tempo per poter saldare il debito e cancellare, prima dei 5 anni, il proprio nome dal registro.

In questo caso, una volta pagato il titolo dovuto, si può presentare domanda alla Camera di Commercio territoriale, che una volta verificata la validità della richiesta procede con la cancellazione entro 20 giorni. 

Andranno in questo caso presentati presso gli uffici della Camera di Commercio:

  • Il titolo di credito originale corredato di liberatoria del creditore;
  • L’atto del protesto;
  • I documenti di debitore e creditore.

Se la cambiale, o la rata, contestata viene pagata dopo oltre 12 mesi dall’iscrizione, allora si dovrà passare per il Presidente del Tribunale territorialmente competente, cui inoltrare la domanda.

Quando si tratta della cancellazione di un protesto di un assegno, le cose si complicano ulteriormente. Se anche si estingue il proprio debito entro 60 giorni dall’iscrizione al registro dei cattivi pagatori, il proprio nome rimarrà pubblicato nel registro per almeno un anno.

In ogni caso sarà necessario ottenere dal Tribunale competente un provvedimento di riabilitazione, cosa che può essere richiesta tramite ricorso dopo un anno dall’iscrizione nel Registro Informatico dei Protesti.

Una volta ottenuto il titolo di riabilitazione, la domanda di cancellazione può essere presentata presso gli sportelli delle Camere di Commercio. 

È importante infine sapere che la cancellazione dal registro dei protestati è molto difficile da ottenere per chi viene iscritto una seconda volta. Un recidivo, infatti, molto raramente otterrà dal giudice il decreto riabilitativo necessario alla cancellazione del protesto.


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