Codice Ateco: cos’è e a cosa serve

Autore:

Alessandra Caraffa

Data:

23 Dicembre 2020

Codice Ateco: cos’è e a cosa serve

Cos’è il codice Ateco di un’azienda? E perché è così importante?

ATECO è un acronimo che sta per Attività Economiche (ATtività ECOnomiche). I codici ateco  rispondono ad una classificazione adottata dall’Istat per le indagini statistiche a carattere economico. 

Il codice ateco è alfanumerico, e si compone secondo un modello diviso in sezioni dal dettaglio crescente. Ogni sezione del codice include quella precedente. Per esempio, il codice ateco di un architetto è M71.11.00: tale codice include M71.1 - attività degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici, che a sua volta contiene tutti gli studi tecnici che si occupano di collaudi tecnici (M71), e afferisce al macrosettore M, ovvero attività professionali, scientifiche e tecniche.

Codice ateco: cos’è?

La classificazione ateco è uno strumento nato e sviluppato per la rilevazione statistica, motivo per cui è soggetto a modifiche ed aggiornamenti. La classificazione del codice ateco 2020 è quella approvata dall’ISTAT nel 2007, che sostituiva ed aggiornava quella del 2002. La lista dei codici ateco aggiornati è sempre disponibile presso il portale dell’Agenzia delle Entrate e negli uffici delle camere di commercio.

Conoscere il codice ateco di un’attività è fondamentale per l’apertura di una nuova partita iva, quale che sia il suo scopo: l’Agenzia delle Entrate, infatti, nel momento in cui attribuisce una nuova partita iva, deve attribuire all’attività anche un codice secondo la classificazione ateco vigente. Da quel momento sarà possibile procedere con la dichiarazione di inizio attività ed avviare l’azienda.

Tale codice è infatti usato come standard a fini fiscali e contributivi, oltre che statistici. Per esempio è il codice ateco che definisce la soglia di ricavi annuali per l’accesso al regime forfettario con aliquota al 15%. Ed è sempre l’ateco che definisce la categoria di rischio usata per valutare gli adempimenti obbligatori in materia di sicurezza sul lavoro. 

Ciò significa che il responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro dovrà essere in regola con tutt’altro genere di pratiche e certificazioni, ai sensi dell’articolo 37 comma 2 del D.Lgs. 81/08.

Codice ateco: dove si trova e perché è importante conoscerlo

Il codice ateco è dunque fondamentale per espletare alcuni passaggi chiave nella costituzione di un’azienda, quali l’attribuzione della partita iva e l’adempimento degli obblighi in materia di misure di prevenzione e di sicurezza sul lavoro.

È inoltre essenziale conoscere il codice ateco della propria azienda per partecipare a bandi pubblici e per lavorare con la Pubblica Amministrazione. 

Il codice ateco è oggi fondamentale anche per l’accesso ai cosiddetti “ristori” predisposti dal Consiglio dei Ministri per fronteggiare la grave crisi economica dovuta alle misure anti contagio da Covid 19.

In tal senso è importante sapere che fa fede, per l’accesso ai contributi statali, il codice ateco primario dell’azienda.  È infatti possibile che un’azienda, specie nei settori edile e dei servizi, svolga contemporaneamente più attività ed abbia quindi diversi codici ateco istat di riferimento. 

In tal caso, accederanno al “ristoro” soltanto le attività il cui codice ateco primario coincida con quello riportato dai diversi dpcm. Il codice ateco primario, infatti, indica l’attività che contribuisce maggiormente al “valore aggiunto dell’unità”. Il codice ateco secondario indica invece le attività non prevalenti dell’azienda.

Come trovare il codice ateco di un’azienda e sapere il proprio codice ateco, quindi? Tale codice si trova nel certificato di attribuzione del numero di partita iva, ma anche sul sito istat.it, su cui è possibile procedere alla ricerca in base alla tipologia di attività, a partire dal codice, oppure tramite parole chiave.

Dove si trova infine il codice ateco nella visura camerale? Per trovarlo è sufficiente andare alla sezione “attività”: la classificazione ateco si trova appena dopo i dati anagrafici dell’azienda, insieme alla data d’inizio di attività e alla descrizione dell’attività prevalente del soggetto.

Conoscere il codice ateco della propria attività è quindi particolarmente importante in questi giorni, in primis per le attività in attesa del cosiddetto Decreto Ristori. Nel caso in cui si tratti poi di un’attività con diversi codici ateco di riferimento, sarà sufficiente consultare la visura camerale dell’azienda per fugare ogni dubbio.

Definire in maniera corretta il codice della propria attività, abbiamo visto, può incidere pesantemente anche ai fini fiscali: è la classificazione ateco che definisce la soglia massima di ricavi annui che consente di accedere al regime forfettario con aliquota al 15%.

Nel momento in cui si accede a tale regime fiscale, è poi dalla classificazione ateco che viene definito il coefficiente di redditività di un’attività economica, e quindi il reddito imponibile dell’azienda, ovvero quello su cui si calcoleranno imposta sostitutiva e contributi da versare.

Codice Ateco: cos’è e a cosa serve

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